Erger - Soluzione alla Dormienza

Focus on

Cultura della dormienza,
coltura del risveglio

Il Plant Dormancy Network nasce dalla volontà di intercettare il bisogno comune a tutti gli operatori del settore di comprendere al meglio il fenomeno della dormienza e offrire le migliori soluzioni insieme ad un supporto tecnico altamente specializzato.

Il Plant Dormancy Network prevede la collaborazione con Università e i più prestigiosi centri di ricerca internazionali per comprendere più approfonditamente la dormienza e promuovere il dibattito su questo importante tema all’interno di forum internazionali. Particolarmente utile per lo studio della dormienza e dei geni che la regolano, è il Next Generation Sequencing, sviluppato dalla prestigiosa collaborazione di Valagro con NSure, istituto di ricerca dell’Università olandese di Wageningen, leader nelle tecnologie avanzate per la rilevazione e il sequenziamento nelle piante. Grazie a questa innovativa tecnologia per il sequenziamento dei geni è possibile realizzare una mappa in tempo reale dei geni di qualunque pianta in uno specifico momento e di acquisire enormi quantità di dati estremamente accurati in sole 2 settimane, con un’enorme risparmio di tempo e di costi. Permettendo di rilevare l’attivazione dei geni - anche per quelle colture il cui genoma non è ancora stato sequenziato – Next Generation Sequencing è particolarmente efficace per comprendere meglio l’azione dei biostimolanti sulla pianta, nello specifico quando applicati nella fase di dormienza, come l’Erger®.

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Le piante, costrette a subire l’azione dell’ambiente circostante, alternano periodi di crescita, quando le condizioni sono favorevoli, a periodi di stasi o di modesta attività metabolica, quando le condizioni climatiche diventano sfavorevoli. La dormienza può essere quindi definita come una sospensione temporanea di crescita visibile di qualsiasi struttura della pianta contenente un meristema (tessuto costituito da cellule capaci di moltiplicarsi per divisione).

Nelle zone dove non è stato ottenuto il necessario fabbisogno di freddo, ad esempio a causa di una stagione invernale eccessivamente mite, l’applicazione di Erger permette alla pianta di iniziare comunque i processi metabolici che conducono all’interruzione della dormienza. Grazie alla tecnologia Geapower, Valagro ha sviluppato GEA342, un processo innovativo che ha permesso di migliorare la formulazione del prodotto aumentando l’efficacia sull’attivazione dei processi metabolici legati all’uscita delle piante dalla dormienza. Grazie alla sua formulazione, Erger è particolarmente efficace nelle piante da frutto decidue, in particolare uva da tavola e ciliegio. Inoltre il prodotto è arricchito con calcio e azoto (nelle forme nitriche, ammoniacali ed ureiche).

A causa delle caratteristiche peculiari di Erger, le colture indicate e le istruzioni per l’uso variano nei diversi paesi e nello stesso paese possono variare nelle diverse zone. Attualmente le colture autorizzate in etichetta per tutti i mercati sono il ciliegio e l’uva da tavola, mentre per quanto riguarda altre colture la risposta di un interruttore di dormienza può essere differente in diversi areali. Inoltre nell’ambito di una stessa specie ciascuna cultivar ha una propria soglia.

Prima di applicare Erger, è dunque importante fare riferimento all’etichetta locale o rivolgersi direttamente all’assistenza tecnica Valagro.

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Rappresentazione schematica del rapporto tra dormienza delle gemme e processi biochimici endogeni.

La preparazione al superamento delle condizioni avverse avviene nelle piante prima che esse sopraggiungano grazie all’esistenza di particolari sistemi di percezione che segnalano l’avvicinarsi delle diverse condizioni climatiche. I fattori ambientali che influenzano lo stato di attività delle gemme variano per le differenti specie e sono riconducibili alla temperatura, al fotoperiodo (durata giornaliera delle ore di luce), alla quantità di luce, alla disponibilità di elementi nutritivi e a fattori interni specifici delle specie e varietà. Quando si hanno le condizioni adatte per l’instaurarsi della dormienza delle gemme (giorno breve e basse temperature), nelle foglie della pianta inizia una fase di senescenza che determina la morte delle cellule preceduta dalla sintesi di inibitori, i quali vengono traslocati alle gemme determinandone l’arresto di ogni attività metabolica.
Questi inibitori, responsabili dell’induzione e del mantenimento della dormienza delle gemme, sono rappresentati da diverse sostanze tra le quali l’acido abscissico e la naringenina, mentre nel processo di risveglio vegetativo aumentano i promotori, principalmente auxine, citochinine e giberelline, oltre alle variazioni a carico di sistemi enzimatici, dei livelli di DNA ed RNA, della permeabilità delle membrane e dello stato di idratazione dei tessuti. Nel clima temperato la maggior parte degli alberi da frutto a foglia caduca raggiunge la massima dormienza poco prima della caduta delle foglie. Nel corso dell’inverno il rapporto tra i suddetti composti cambia lentamente e, quando in primavera le gemme si schiudono, gli inibitori sono del tutto scomparsi mentre aumentano i promotori ormonali ed enzimatici.
Durante la dormienza l’attività respiratoria delle gemme segue un andamento dapprima decrescente, fino ad un livello minimo, che corrisponde allo stadio di una più rallentata attività cellulare, quindi riprende a crescere con intensità crescente fino al germogliamento ed all’antesi (fioritura). Dal punto di vista biochimico l’entrata in quiescenza è anche accompagnata da un progressivo accumulo di determinati enzimi (cellulasi, pectinasi) e di amido, a seguito della diminuita idrolisi amilasica, mentre la fine della dormienza è caratterizzata da una diminuzione del contenuto in amido, che viene idrolizzato e, quindi, convertito in carboidrati solubili.
Anche i composti azotati subiscono, rispettivamente all’inizio ed alla fine della dormienza, processi di accumulo e di rimobilitazione.

Il fabbisogno del freddo

Durante l’inverno nelle gemme si realizzano sia il meccanismo di rimozione degli inibitori sia la produzione di promotori (gibberelline, citochinine ed auxine). Il periodo di freddo non è quindi di semplice attesa ma è una fase durante la quale si verificano quei processi metabolici che consentono alle gemme di riacquistare fisiologicamente la capacità di riprendere la crescita. L’uscita delle gemme dalla dormienza ha luogo in seguito alla loro esposizione per un certo periodo a basse temperature, cioè dopo che è stato soddisfatto il loro “fabbisogno in freddo”.

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Andamento della dormienza nelle piante
Inizia con la paradormienza e si accentua con l’endodormienza.
A mano a mano che essa diminuisce durante la s-endodormienza, le gemme diventano via via più sensibili all’azione di stimolo degli interruttori della dormienza. L’intensità e la durata dell’ecodormienza dipendono dalle condizioni ambientali.

Le tre fasi della dormienza:

  1. Paradormienza: ultima fase di differenziazione delle gemme. Fase reversibile della dormienza.
  2. Endodormienza: assenza di attività metaboliche nella pianta, si distingue in: d-endodormienza (fase irreversibile), s-endodormienza (fase reversibile).
  3. Ecodormienza: prime fasi di attivazione del metabolismo di tipo reversibile e influenzati dalle condizioni ambientali.

La percezione del freddo funziona per le piante come un orologio che segnala la durata del compimento dei suddetti processi metabolici. Nel corso degli anni si sono sviluppati diversi metodi per valutare l’evoluzione della dormienza delle gemme. Il fabbisogno in freddo viene in genere espresso e quantificato in termini di numero di ore con temperature al di sotto della soglia di 7° C (metodo Weinberger), anche se recentemente sono stati proposti altri metodi più articolati (es. metodo Utah) e il modello dinamico (es. modello di Fishman) che pesano diversamente e opportunamente la permanenza della temperatura entro diversi range termici. Le diverse specie presentano un fabbisogno in freddo estremamente variabile: nel pesco e nel melo esso raggiunge livelli elevati mentre è basso o addirittura irrilevante nel mandorlo, negli agrumi, nell’olivo, nel fico, nel cotogno, nel melograno e nelle specie subtropicali e tropicali in genere.

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Effetti del non soddisfacimento in freddo

Se l’inverno non è abbastanza lungo o freddo per consentire un normale completamento del riposo si verifica un prolungamento della dormienza delle gemme che può essere accompagnato da una serie di anomalie alle quali vengono dati i nomi di “fogliazione ritardata” oppure “riposo prolungato”.

Gli effetti possono essere osservati su ogni aspetto del ciclo di crescita della pianta. L’intensità dei sintomi è in rapporto alla gravità del mancato accumulo di ore in freddo. Sugli organi vegetativi può manifestarsi la mancata schiusura delle gemme laterali e/o un germogliamento ritardato e scalare; conseguentemente si ha un esclusivo sviluppo del germoglio apicale e una scarsa formazione di rami laterali. Si assiste in questo caso a un ritardo della fogliazione che determina anche un precoce esaurimento delle riserve nutritive, aumentando i rischi di cascola (caduta prematura) dei frutti. Il mancato soddisfacimento in freddo può determinare anche la cascola delle gemme a fiore e la comparsa di anomalie fiorali (pistilli doppi, aborto dell’ovario, fiori piccoli e deformi, ridotta produzione di polline, scarsa fertilità, ridotta allegagione).

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Molto frequenti sono il ritardo, la scalarità e l’eccessiva durata della fioritura, a cui segue una maturazione scalare e ritardata dei frutti. La produzione è in genere molto scarsa e deprezzata da frutti di minore pezzatura che talvolta si presentano anche deformi. Il mancato soddisfacimento del fabbisogno di freddo si manifesta anche con problemi di impollinazione, dovuti allo sfasamento dell’epoca di fioritura in specie e cultivar a fecondazione incrociata obbligata (ciliegio, mandorlo, actinidia, melo, susino, pero). Nelle zone ad inverno mite (Israele, Florida, Sicilia, ecc.), le varietà ad elevato fabbisogno in freddo fioriscono più tardi di quelle che hanno minori esigenze.

Ingredienti attivi e funzioni d’uso

La ripresa vegetativa è rappresentata dalla degradazione dell’amido, principale riserva nutritiva di alcune tipologie di piante, indotta dalla ripresa dell’attività respiratoria. Il mancato soddisfacimento del fabbisogno di freddo non sempre garantisce una pronta mobilitazione delle riserve nutritive provocando così un germogliamento e un’apertura delle gemme scalare e non uniforme. Con la somministrazione diretta di mono di e polisaccaridi contenuti all’interno di Erger, la pianta in fase di ripresa vegetativa incrementa i livelli di respirazione, e dunque energetici, anche quando si verificano condizioni climatiche sfavorevoli.

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Funzioni d’uso del prodotto

Supporto attività enzimatiche
La presenza di Calcio all’interno di Erger consente di incrementare i livelli di degradazione delle riserve di amido attraverso cui si attiva la ripresa vegetativa e aumentano i livelli di attività di alcuni enzimi deputati alla produzione di energia.

Stimolo del metabolismo dell’azoto inorganico
L’Azoto rappresenta il componente più rilevante nelle piante dopo Carbonio, Ossigeno e Idrogeno. Le forme Nitrica, Ureica e ammoniacale di Azoto presenti in Erger supportano l’attivazione del metabolismo azotato da cui prende avvio il processo anticipato di schiusura delle gemme e la loro uniformità.

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Promozione della sintesi delle gibberelline
Le gibberelline sono composti terpenici prodotti da funghi e piante superiori, e sono note come promotrici dello sviluppo delle gemme nella fase di ripresa vegetativa. La presenza in Erger di diterpeni permette di incrementare i livelli di gibberelline all’interno dei tessuti delle piante determinando così un maggiore sviluppo e velocità di crescita degli apici vegetativi.

Effetti

Anticipo del risveglio vegetativo
L’applicazione di Erger accelera il compimento di tutti i processi metabolici normalmente svolti dalle piante durante le ore di freddo in modo da anticiparne la rottura della dormienza, l’apertura delle gemme e l’inizio del risveglio vegetativo.

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Fonte: sperimentazione interna Valagro, Sicilia

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Fonte: Sabancı Üniversitesi, Turchia

Omogeneità di apertura delle gemme
L’applicazione uniforme di Erger sull’intera pianta fornisce contemporaneamente a tutte le gemme i metaboliti necessari per il superamento della dormienza garantendone un’apertura uniforme sia lungo il ramo che lungo l’altezza delle piante.

Aumento della fertilità delle gemme
In alcune colture non tutte le gemme sono in grado di produrre infiorescenze. Nel caso ad esempio dell’uva da tavola, la fertilità reale delle gemme intesa come rapporto tra il numero delle infiorescenze ottenute e quello delle gemme schiuse o tralci aumenta al diminuire di queste ultime. Erger fornisce alle gemme cieche un surplus di metaboliti che consente una maggiore fertilità e quindi una loro maggiore schiusura.

Anticipo della maturazione
Anticipare la maturazione delle proprie colture oggi rappresenta l’unica soluzione per spuntare prezzi migliori. La rottura della dormienza ottenuta con l’applicazione di Erger determina un anticipo del ciclo vegetativo-produttivo che si protrae fino alla raccolta dei frutti.

Omogeneità della maturazione e uniformità della pezzatura
L’omogenea apertura delle gemme determinata dall’applicazione di Erger favorisce una maggiore omogeneità di maturazione sia sui singoli rami che sulla pianta eliminando la necessità di diversi interventi di raccolta e riducendone così i costi.

Aumento della produttività e qualità della pezzaturae
L’anticipo del risveglio vegetativo attivato da Erger permette ai frutti di usufruire di un ciclo di maturazione più lungo a vantaggio sia della loro crescita che della loro colorazione, con un evidente aumento della qualità. Inoltre con Erger l’aumento della schiusura delle gemme altrimenti cieche in alcune colture come quelle di uva da tavola determina un aumento concreto e quantificabile della loro produttività complessiva.

Melo

  • 5-6L per ettolitro di soluzione; trattare 50 giorni (±5) prima della rottura delle gemme (il 5% delle gemme che mostrano la punta verde).
  • Associare all’ERGER 8L di ACTIV ERGER per ettolitro di soluzione finale (soluzione finale da 100L = 6L ERGER + 9L ACTIV ERGER + 86L acqua).
  • Bagnare bene i rami (si consigliano 700-1300L di soluzione per ettaro in funzione dell’apparecchiatura utilizzata e della dimensione delle piante

Ciliegio

  • 5-6L per ettolitro di soluzione; trattare 45 giorni (±5) prima della rottura delle gemme (il 5% delle gemme che mostrano la punta verde).
  • Associare all’ERGER 8L di ACTIV ERGER per ettolitro di soluzione finale (soluzione finale da 100L = 6L ERGER + 8L ACTIV ERGER + 86L acqua).
  • Bagnare bene i rami (si consigliano 10-15hL di soluzione per ettaro in funzione della dimensione delle piante).

Actinidia

  • 6L per ettolitro di soluzione; trattare 50 giorni (±5) prima della rottura delle gemme (il 5% delle gemme che mostrano la punta verde).
  • Associare all’ERGER 9L di ACTIV ERGER per ettolitro di soluzione finale (soluzione finale da 100L = 6L ERGER + 9L ACTIV ERGER + 85L acqua).
  • Bagnare bene i rami (si consigliano 400-600L di soluzione per ettaro in funzione dell’apparecchiatura utilizzata e della dimensione delle piante.

Uva da tavola

  • 6-7L per ettolitro di soluzione; trattare 60 (±5) giorni prima della rottura delle gemme (5% di gemme cotonose). Considerare l’anticipo di germogliamento indotto dalla eventuale copertura con tendone.
  • Associare all’ERGER 16L di ACTIV ERGER per ettolitro di soluzione finale (soluzione finale da 100L = 6L ERGER + 16L ACTIV ERGER + 78L acqua).
  • Bagnare bene i rami (si consigliano 400-600L di soluzione per ettaro in funzione dell’apparecchiatura utilizzata e della dimensione delle piante).
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Evidenze

Il genere Actinidia è originario della Cina, in particolare della valle del fiume Yang Tze. In Europa il frutto venne introdotto dall’esploratore Robert Fortune nel 1845, e successivamente in Italia la bacca fu nota con il nome di Kiwi. Actinidia si caratterizza per essere una specie dioica, con individui perenni con portamento rampicante o prostrato, per la maggior parte decidui oppure sempreverdi nelle zone con temperature alte. Il clima influisce in misura preponderante sul processo di sviluppo della pianta, dal momento che ne determina la capacità-intensità di emettere germogli.

In particolare, durante il periodo invernale, il kiwi ha bisogno di una quantità di freddo (600-850 ore a temperature inferiori a 7°C) tale da consentire alle gemme di superare la fase della dormienza e garantire il loro regolare germogliamento. Quindi, climi caratterizzati da frequenti abbassamenti di temperatura non favoriscono una produzione costante, mentre climi eccessivamente caldi non consentono di soddisfare il fabbisogno minimo di freddo della coltura.

Il ciliegio è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee e alla specie Prunus, all’interno della quale è possibile distinguere tre sottogruppi: il Prunus Cerasus, ossia il ciliegio acido, il Prunus avium, il ciliegio dolce e il Prunus mahaleb, il ciliegio da fiore. Originario dell’Europa e di in alcune zone montane fredde dell’Asia minore, il ciliegio non necessita particolari esigenze termiche, resiste anche alle rigide temperature invernali ed è proprio per questo che la sua diffusione è molto ampia.

Le temperature in autunno e all’inizio dell’inverno devono consentire il superamento della dormienza delle gemme. La maggior parte delle cultivar di ciliegio dolce ha un fabbisogno in freddo di circa 1000 ore, successivamente la fase più vulnerabile ai ritorni di freddo è l’allegagione dove temperature inferiori a -1°C possono danneggiare i frutticini. Durante la fioritura le temperature dovrebbero mantenersi tra 15 e 25°C.

Il melo appartiene alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Pomoideae, genere Malus. Il genere Malus è a sua volta costituito da una trentina di specie primarie, sia da frutto che ornamentali, originarie principalmente dell’Asia ma anche dell’America settentrionale, una sola dell’Europa, Malus sylvestris. La coltivazione del melo è una delle più diffuse a livello mondiale. Il vasto numero di varietà e di portainnesti utilizzabili ne permettono infatti una buona adattabilità a diverse condizioni pedo-climatiche.

Per quanto riguarda le temperature, importante per il melo è soddisfare il fabbisogno di freddo (600-900 ore in freddo in base alla varietà) per permettergli di vegetare, in tal senso l’ampio panorama varietale permette di coltivare anche in aree caldo-temperate del centro-sud Italia. La resistenza al freddo invernale è più che buona, fino a –20/ 25°C.

Vitis è un genere di piante arbustive della famiglia Vitacee, anticamente chiamata Ampelidacee. La specie più nota del genere è la Vitis vinifera L., detta comunemente vite e domesticata nella sua forma sativa, e coltivata fin dall’antichità in Europa, in Medio Oriente e nella regione caucasica. Altre specie, prevalentemente selvatiche, di origine americana, sono: Vitis labrusca; Vitis riparia; Vitis rupestris; Vitis berlandieri (o vitis cinerea). La vite è una pianta perenne, legnosa a foglia caduca dei climi temperati.

Per poter compiere in modo armonico il proprio ciclo annuale necessita di un adeguato periodo invernale con temperature comprese tra 0 e 12 °C, e con maggior efficacia se sono comprese tra i 6-7 °C, per una durata complessiva di 200 ore.

Le prove tecniche

Prova su Uva (Varietà Vittoria, in serra) - Sicilia, Italia

(Dati raccolti il 18 Marzo, secondo la scala BBCH)

Dose: Erger 7% + Activ Erger 16%
Momento di Applicazione: Applicazione sul bruno 60 giorni prima del germogliamento

Prova su Uva da tavola (Thompson Seedless) - Porterville, California

(Dati raccolti il 19 marzo, 60 giorni dopo l'applicazione dell'Erger)

Dose: Erger 7% + Activ Erger 16%
Momento di Applicazione: Applicazione sul bruno 60 giorni prima del germogliamento (19 Gennaio)

Prova su nectarina (N2 36) – Mazarrón, Spagna

Dose: ERGER 3% + ACTIV ERGER 5%
Momento di applicazione: Si applica quando il 70% delle ore in freddo sono soddisfatte per questa varietà. Presunta data di applicazione: seconda settimana di dicembre

Prova su uva da tavola (Superior) - Totana, Spagna

Dose: ERGER 6% + ACTIV ERGER 16%
Momento di applicazione: Applicazione sul bruno 45 giorni prima del germogliamento

Prova su Melo (Royal Gala) - Urubici, Brasile

Dose: Erger 5% + Activ Erger 5% (800 l/ha)
Momento di Applicazione: Applicazione sul bruno 45 giorni prima del germogliamento (26 agosto)

Prova su Ciliegio (Compact Stella) - Hastings, Nuova Zelanda

Dose: Erger 6% + Activ Erger 8%
Momento di Applicazione: Applicazione sul bruno 45 giorni prima del germogliamento

Prova su Pesca (Astoria) - Molina del Segura, España

Dose: ERGER 3% + ACTIV ERGER 5%
Momento di applicazione: Si applica quando il 70% delle ore in freddo sono soddisfatte per questa varietà.

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